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  • Sanità, Avola in corteo per i reparti salvavita
    Avola, 20/12/2009 - La cittadinanza avolese torna in piazza a difesa della Sanità. Si è svolta sabato scorso l'attesa manifestazione, organizzata dal comitato cittadino per il diritto alla salute, finalizzata a sollecitare l'apertura dei reparti salvavita, Cardiologia, Utic e Rianimazione, completati da tempo ma non operativi. Al corteo, partito da piazza Teatro alle 10 per raggiungere, dopo aver fatto tappa in piazza Umberto I, il parcheggio dell'ospedale Di Maria alle 11,30, hanno preso parte il sindaco Barbagallo, alcuni consiglieri comunali e assessori, le associazioni, le consulte comunali e il Consiglio pastorale vicariale. Nella stessa giornata, il sindaco Barbagallo ha affermato di aver firmato il «protocollo che prevede l’acquisto di una nuova Tac e risonanza magnetica», ed ha detto che «nei prossimi giorni uscirà un decreto che darà il via libera al direttore generale per procedere all’assunzione dei medici e infermieri necessari all’avvio dell’unità coronarica».
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  • Lombardo in visita al Di Maria: nessuna chiusura
    Avola. Tra chi lotta ormai da mesi contro il rischio di smantellamento dell'ospedale Di Maria, e chi, dal lato opposto, biasimando i "catastrofisti", dice che il nosocomio avolese non rischia assolutamente la chiusura, si inserisce la visita lampo di ieri mattina del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, recatosi di persona all'ospedale di Avola. Il governatore ha subito assicurato che l'applicazione del tanto discusso decreto Russo non comporterà la chiusura del Di Maria, affermando che «razionalizzare le spese nella sanità non vuol dire abbassare la qualità o il livello di attenzione verso le emergenze». E per dimostrare la sua vicinanza alla causa della cittadinanza avolese ha affermato: «La nostra presenza qui testimonia l’impegno ad essere vicini alle esigenze delle comunità locali».
    Lombardo è stato accompagnato dall'assessore regionale alla Cooperazione Titti Bufardeci, che sul caso del Di Maria ha sempre ribadito che non c'è alcun rischio di chiusura del nosocomio. «Era necessario dare uno stop, per la serenità di tutti, alle tante ipotesi catastrofiche sulla sanità siracusasana, che si sono rincorse in questi giorni», ha affermato Bufardeci, che nei giorni scorsi ha presentato alcune ipotesi riguardanti il Di Maria, anticipando che la struttura conserverà anche alcuni comparti specialistici per i quali sono previsti potenziamenti, come la Chirurgia e la Cardiologia. Tra le proposte di razionalizzazione figura l’apertura dell’Utic (Unità di terapia intensiva coronarica) e Rianimazione d’urgenza.
    Terminato il sopralluogo, nela stessa giornata di ieri è seguito l'incontro con il sindaco di Avola, Tonino Barbagallo, e quello con il commissario dell’Asl 8, Franco Maniscalco, per spiegare il piano di intervento sulla sanità della zona Sud nell'agenda della Regione. La giornata si è conclusa con l'incontro con il personale dell’ospedale, compatto con i cittadini nel chiedere chiarezza sul destino del Di Maria.

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  • La Protezione Civile: il Di Maria situato in zona strategica
    Una relazione stilata dall'ufficio della Protezione Civile del Comune potrebbe diventare l'ariete necessario ad abbattere quel muro che separa la città di Avola dalla possibilità di "salvare" l'ospedale Di Maria. Si tratta di un documento avente per oggetto la «vulnerabilità sismica del territorio della provincia di Siracusa», che ha lo scopo di dimostrare la sussistenza di quelle "esigenze prioritarie", più volte citate, che, se considerate più rilevanti rispetto agli obiettivi di rifunzionalizzazione della rete ospedaliera previsti dal decreto Russo, permetterebbero di ottenere la possibilità di una revisione del provvedimento.
    Alla luce dell'alto rischio sismico che caratterizza il Siracusano, il documento della Protezione Civile mostra come il Di Maria, rispetto ai nosocomi Umberto I di Siracusa e al Trigona di Noto, entrambi posizionati in zona collinare, si trova in una posizione di pianura e fuori dal centro urbano, quindi «assume alto valore strategico risultando l'unico presidio accessibile ai mezzi di soccorso della provincia». Chiare le parole espresse nella relazione, che evidenzia, con tatto di mappe satellitari allegate al documento, come «in caso di gravi eventi sismici, che comporterebbero il crollo di molti edifici, l’Umberto I di Siracusa, immerso nel tessuto urbano, e il Trigona di Noto, posizionato in collina, risulterebbero difficilmente accessibili per i soccorsi immediati».
    Il documento sottolinea inoltre la presenza, in prossimità del nosocomio avolese, di strutture viarie importanti, quali la ss 115, la A 18, la linea ferrata, lo svincolo dell'autostrada Siracusa-Gela, la circonvallazione di Avola e il polo indistruale sito nella zona Priolo-Augusta.
    E non solo. Il documento della Protezione Civile ricorda come, a seguito del terremoto del 1990, l'area del presidio ospedaliero avolese fu definita di "maxiemergenza", cioè deputata a fornire le attrezzature necessarie in caso di necessità, in sede di coordinamento dell'apposito comitato per la Protezione Civile alla prefettura di Siracusa.
    La relazione è stata inviata congiuntamente al presidente della regione Raffaele Lombardo, all’assessore alla Sanità Massimo Russo, ai direttori del dipartimento di Protezione Civile della presidenza del Consiglio dei ministri e della Regione, Guido Bertolaso e Salvatore Cocina, e ancora a Paolo Burgo, dirigente del servizio regionale della Protezione Civile di Siracusa, al prefetto, al commissario Asl 8 e al direttore generale dell’Umberto I di Siracusa.

    Foto tratte da Il Giornale di Sicilia e da La Sicilia

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  • Avola in corteo per l'ospedale, denuncia alla politica

    Avola. Ha assunto il sapore di un'aperta denuncia della negligenza del mondo politico, affiancata da un'ennesia, disperata richiesta di tutelare il diritto alla salute, il corteo cittadino svoltosi venerdì 24 luglio ed organizzato dal comitato per il diritto alla salute. Alla manifestazione, per aderire alla quale è accorso un considerevole numero di persone, hanno preso parte anche le rappresentanze sindacali della segreteria provinciale Fials e Cgil, Roberto De Benedictis, Vincenzo Vinciullo e il deputato regionale dell'Mpa Pippo Gennuso. «Non è consentito al governo regionale di imporre le sue scelte perché la sanità la subiamo noi. I direttori generali devono necessariamente rapportarsi con la conferenza dei sindaci (costituitasi venerdì mattina ndr). Dobbiamo continuare a manifestare, la classe dei nostri deputati potrà dare sostegno e forza alle nostre richieste» ha detto il sindaco Tonino Barbagallo. Dal palco sono arrivate pesanti critiche al mondo politico. «Se non riuscirete a risolvere la situazione dell’ospedale, allora é meglio che ve ne andiate tutti a casa», ha affermato senza mezzi termini il vicario foraneo, padre Giovanni Caruso, che si è spinto fino a citare i nomi di alcuni esponenti politici che, a suo avviso, avrebbero interessi nelle cliniche private e quindi non farebbero altro che andare in controtendenza lasciando i cittadini privati dell'aiuto delle istituzioni per vincere la difficile battaglia contro la riforma della sanità. Alla denuncia del vicario foraneo è seguita la risposta di Bufardeci, che, tirato in ballo perché elencato tra i "responsabili" da padre Caruso, ha replicato: «Da cattolico, prima ancora che da uomo delle istituzioni, sono costernato e allibito per le parole che il sacerdote padre Caruso ha pronunciato pubblicamente contro di me. Sostenere che io abbia interessi in cliniche private è una grossolana bugia che non rende onore all’abito talare. La sua è retorica nel segno della pura demagogia in un clima da caccia alle streghe».
    La partita, insomma, sebbene giocata finora con toni pacati, sembra assumere all'occorrenza toni più aspri. Ieri i dipendenti dell'ospedale Di Maria, riuniti nell’assemblea permanente organizzata dalle Rsu, hanno avviato la raccolta delle tessere elettorali davanti all'ingresso del nosocomio in segno di protesta contro i dirigenti politici. «Loro ci negano il diritto alla salute, noi rinunciamo al diritto al voto perché non ci sentiamo rappresentati da questa classe dirigente sorda alle esigenze del territorio», affermano i dipendenti, intenzionati a consegnare le tessere al sindaco Barbagallo perché provveda a comunicare alle sedi opportune l'emergenza e il disagio che il nostro territorio sta provando in questo difficile periodo.

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  • Ospedale, Di Lorenzo: bisogna pensare a migliorare
    Avola. Sulla questione del decreto Russo e delle conseguenze che porterà nella Provincia, come la riduzione dei posti letto da 855 a 750 entro il 31 agosto e l’accorpamento degli ospedali che concorreranno a formare i due distretti provinciali, uno che comprenderà gli ospedali di Siracusa, Avola e Noto, l’altro Lentini ed Augusta, si è espresso il direttore sanitario dell'ospedale unico Avola-Noto, Rosario Di Lorenzo, che invita a non lasciarsi travolgere dal «chiacchiericcio», ma a porsi la domanda principale: «come facciamo a fare meglio?». Sottolinenando che «al momento non è prevista assolutamente alcuna chiusura dei reparti», Di Lorenzo ha spiegato che «entro il 31 luglio dovrà essere ultimato il piano delle proposte dell’azienda, quando sarà pronta la delibera avremo l’atto aziendale, a quel punto si potrà parlare con cognizione, ma al momento è tutto un chiacchiericcio». Il direttore sanitario ha sottolineato l'importanza di non trascurare il piano di rientro nazionale, riparandosi sotto l'egida di un piano, quale quello del 2002, che evidentemente non sta più al passo con i tempi dettati dalla rivoluzione in atto grazie alla riforma della sanità. «Gli effetti di quel piano - ha detto Di Lorenzo - dovrebbero essere salvaguardati nel rispetto della buona amministrazione e dell’efficienza. Il punto non è se l’Utic e la Cardiologia rimarranno ad Avola o meno, ma stabilire dove deve essere destinata nella zona sud la rianimazione, il che equivale a dire, come dobbiamo organizzare al meglio la sanità nella zona sud? Il focus dovrebbe essere indirizzato non sulla polemica posti letto, ma sull’interrogativo: come facciamo a fare meglio?»

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  • Ospedale, nulla di fatto dal Consiglio comunale aperto

    Avola. Fumata nera dal Consiglio comunale aperto sulla sanità svoltosi giovedì sera. L'incontro, ottenuto grazie alla volontà del comitato cittadino a salvaguardia del diritto alla salute e all'impegno del presidente del Consiglio Giuseppe Agricola, non ha portato ad alcun risultato tangibile, lasciando emergere solo il disorientamento generale della cittadinanza avolese, che si vede disarmata di fronte al rischio di "perdere" l'ospedale Di Maria. Non sono mancati nemmeno momenti di tensione, con tanto di polemica scoppiata tra gli onorevoli Vinciullo e Marziano. Nemmeno le parole del commissario straordinario dell'Asl 8, Franco Maniscalco, che ha affermato che l'ospedale di Avola non rischia la chiusura, sono servite a stemperare i toni. E se il tentativo di impostare un dialogo "composto" non è mancato, con la richiesta avanzata dal primario della cardiologia del presidio Avola-Noto Corrado Dell’Ali di non mortificare quello che già c’è e di mettere nelle condizioni di lavorare in rete, a mantenere i toni alti è stata la differenza delle posizioni in seno alla deputazione provinciale. L'onorevole Pippo Gennuso è convinto che l'ospedale Di Maria non rischia la chiusura. Su una diversa lunghezza d'onda Bruno Marziano che, evidenziate le anomalie del provvedimento a firma dell'assessore Russo, è certo dell'entità dei rischi che il nostro nosocomio sta correndo. Secondo Marziano, la deputazione regionale deve stabilire quanti posti letto vanno assegnati nel rispetto degli standard minimi.

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  • "Decreto Russo", c'è ancora una possibilità di revisione
    Il destino del presidio ospedaliero unico che accorpa Avola e Noto non è ancora stato scritto. Se è vero infatti che l'assessore regionale alla sanità Massimo Russo difende il decreto che porta la sua firma perché ha lo scopo di evitare il commissariamento intimato dal ministro alla sanità Sacconi, è anche vero che il decreto potrebbe subire una decisiva revisione se si presentassero esigenze tali da risultare prioritarie rispetto agli obiettivi di rifunzionalizzazione e chiusura degli ospedali superflui. Del resto, lo stesso Russo sembra essersi dimostrato disponibile a fare un passo indietro, se le circostanze lo richiederanno. Pare che l'assessore alla sanità abbia perfino promesso un sopralluogo ad Avola per verificare le condizioni dell'ospedale Di Maria. Lo avrebbe promesso all'on. Gennuso nel corso dell'incontro svoltosi mercoledì scorso a Palermo. In quella stessa occasione, in cui era presente anche il presidente del Consiglio comunale avolese Giuseppe Agricola, sono state messe in evidenza alcune caratteristiche del presidio che la deputazione siracusana non avrebbe evidenziato. Primo fra tutti, la posizione strategica del Di Maria di Avola, all’uscita dell’autostrada e adiacente alla zona di maxi emergenza, oltre il bacino di utenza della zona sud, pari a tre volte quello della zona nord. Insomma, le carte in regola per il buon esito di questa battaglia ci sono ancora.

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  • Ospedale Di Maria, Avola unita contro la riconversione
    E' rovente il clima che si respira ad Avola attorno alla "questione" dell'ospedale Di Maria, nel mirino di un piano di riconversione della rete ospedaliera a firma dell'assessore regionale alla sanità Massimo Russo. La cittadinanza intera, dal personale sanitario direttamente interessato, ai sindacalisti, fino ai politici e ai cittadini si sta dimostrando compatta contro un decreto che rischia di trasformare l'ospedale Di Maria in un Pta, un presidio territoriale di assistenza. Il provvedimento predisposto da Russo prevede infatti l'«accorpamento dei reparti di Siracusa, Noto ed Avola, con conseguente revisione organica dell’assetto delle posizioni apicali relative a direzione sanitaria, radiologia, laboratorio analisi, farmacia, anestesia, e rianimazione e l’accorpamento delle unità operative». Ma la cittadinanza avolese sa bene che manifestazioni e sit-in, in questi casi, possono incidere in maniera limitata sull'esito della difficile battaglia tesa a riportare Russo indietro di un passo, ed è per questo che nella serata di lunedì il sindaco Antonino Barbagallo ha convocato i sindaci dei comuni di Noto, Pachino, Rosolini e Portopalo di Capo Passero, per sottoscrivere un documento che verrà fatto recapitare al presidente della regione Raffaele Lombardo, al suo vice Titti Bufardeci, all’assessore Russo e alla deputazione provinciale alla regione. Una lettera che denuncia i rischi ai quali andrebbe incontro l'ospedale Di Maria nel caso in cui il decreto diventasse operativo. Tra questi, l'ulteriore riduzione dei posti letto che attualmente al Di Maria sono 102, di cui 73 per ricoveri ordinari e 29 per day hospital. Nel documento sottoscritto dai sindaci del comprensorio è evidenziata anche la posizione strategica in cui è collocato l’ospedale Di Maria, non poco distante dall’accesso all’autostrada e che serve, insieme a Noto, un numero di utenti che durante la stagione estiva raddoppiano di numero. La prossima tappa di questa difficile battaglia portata avanti dalla cittadinanza avolese sarà l'incontro di domani tra il primo cittadino e i rappresentanti del comitato cittadino per il diritto alla salute.
    L'assessore Russo: manovra necessaria - L'assessore regionale alla sanità, Massimo Russo, giustifica il decreto che prevede per il solo settore pubblico (ospedali) il taglio di 2.064 posti letto (a differenza del dato inizialmente previsto, che era di 1.968), con la necessità di evitare il commissariamento intimato dal ministro Sacconi e di attuare la chiusura di ospedali superflui e la rifunzionalizzazione. Lo stesso Russo ha affermato che entro il 31 agosto la manovra sarà attuata.
    E Agricola tuona: deputazione leggera - Sulla questione dei posti letto a rischio è intervenuto duramente il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Agricola, che ha affermato: «La deputazione provinciale presente alla Regione è stata leggera, con la Sanità non occorre fare politica. La sanità è un bene comune e come tale va difeso».

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Brani in uscita di Giuseppe Battaglia

GIUSEPPE BATTAGLIA Avola - SR - battagliagiuseppe86@yahoo.it web site: www.myspace.com/giuseppebattaglia

Radio Power Station in Streaming

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